Fighters

E’ un periodo di grandi soddisfazioni per il Fight Club, in ogni sua parte. Dopo le svariate vittorie e medaglie dei nostri ragazzi ai campionati unificati italiani Fight1 e nei gala sparsi per tutta Italia in Giugno e Luglio (senza contare le vittorie riportate durante tutto l’anno agonistico) arriva una vera e propria ciliegina sulla torta.

Una ciliegia enorme e dolcissima per tutti noi.

Quella di Kleber “Orgulho” Silva sembra una favola di quelle che si raccontano ai bambini prima di dormire. Di quelle in cui l’eroe sconfigge il mostro che sta sotto al letto. Di quelle che ci piacciono perchè sono belle e finiscono bene.

Una favola piena di difficoltà, imprevisti e incertezze. Ma con un lieto fine che ripaga gli sforzi di questo ragazzone dal cuore d’oro e di tutto il Team di atleti e coach che giornalmente si allenano con lui.

Già a Dicembre dell’anno scorso in occasione dell’evento organizzato da Carlo di Blasi, Oktagon Bellator al Mandela Forum di Firenze (del quale il Fight Club è stato Local Promoter) Kleber aveva stupito il mondo Americano e la top management della promotion di Chicago battendo Philipe Lins, atleta già affermato all’interno del circuito e, diciamolo, dato per vincente. Sotto gli occhi increduli del patron Scott Coker e della leggenda delle MMA Wanderlei Silva il nostro atleta vinceva per KO al secondo round mostrando ottime capacità nello striking di pugilato ma, sopratutto, un intelligenza tecnico-tattica degna di un campione. E il tutto prende ancor più valore se si pensa che la divisione di peso in cui ha affrontato il “Monstro” (NickName che è tutto un programma) era al limite della sopportazione per un atleta veloce e longilineo che trova il suo posto naturale tra i MiddleWeight (al limite degli 84 chili) ma che ha accettato un match nella Light Heavyweight (al limite dei 93 chili). Ma come dico sempre, è l’uomo che fa la differenza ed il risultato è stato a dir poco entusiasmante.

Stavolta, quasi un anno dopo, Kleber ha accettato una sfida ancor più difficile, infattibile per molti. 

Stavolta la sfida si chiamava Konstantin Gluhov, Russo all’interno dell’evento M1 Challenge 81: Battle in the Mountains 6, match nella divisione HeavyWeight che semplicemente racchiude i lottatori più pesanti del pianeta, +93 Kg.

L’avversario del brasiliano, un atleta di grande esperienza nel K1, uno score PRO MMA di 31-17, 23 KO, si presentava al peso con 112,4 kg contro i 99,2 di Kleber.

Ma al di la del peso (che certo non è da sottovalutare) le difficoltà di un match del genere erano svariate. Primo su tutti l’aver accettato con un preavviso che non ci ha dato la possibilità di preparare Kleber al meglio, sia tatticamente che fisicamente. La sfida poi ha avuto luogo in Inguscezia, Russia, a casa dell’avversario. E non ultimo, come forse solo i più preparati sanno, il circuito M1 Global non utilizza la gabbia per i match di MMA, ma un ring “speciale”, differenza che se ai meno esperti sembrerà di poco conto è invece di una importanza fondamentale. 

Ma, come detto, la storia di Kleber sembra quasi una favola. E le favole non finiscono mai male. Mai.

Quello che stupisce ogni volta del nostro atleta non sono le già decantate doti tecniche, quanto l’intelligenza tattica e la calma con cui sale sul tappeto. Di nuovo, come a Firenze, Kleber entra con l’obbiettivo di eseguire alla lettera ciò che aveva preparato in allenamento. E ci riesce in pieno, dominando sia in piedi che a terra per almeno 2 round su 3. Incredibilmente Gluhov in 15 minuti tira forse 2 calci ed entra nella guardia di Kleber (con quelle pesantissime mani che gli hanno valso il NickName “Lacplesis”, Cacciatore) poco e male. Non trova mai la misura contro il brasiliano che si muove costantemente, distraendolo con uno striking di pugilato preciso, veloce ed efficace, tirando vari low kick e middle kick e, ogni volta che può, entrando in Double o Single Leg, portandolo a terra facendo valere la sua cintura nera di Brazilian JiuJitsu. Certo, la differenza di peso si nota e dominare a terra un avversario di tale mole non è facile. Ma Kleber con la sua ormai leggendaria calma lavora per sfinire il suo avversario che, a metà del secondo round subisce anche una pesantissima sequela di colpi che per poco non lo buttano giù. Incredibile. Impronosticabile. La voce dei commentatori ufficiali (il video lo trovate su YouTube e sulla nostra pagina facebook) la dice lunga su cosa sta accadendo.

Alla fine, nella battaglia tra Davide e Golia, la spunta di nuovo il più piccolo. Vittoria unanime ai punti.

Kleber è già tornato a Firenze, stamani quando l’ho visto mi ha regalato la rashguard ufficiale dell’evento e le uniche parole che mi ha rivolto prima di andare a letto sono state ” e ora, 9 Dicembre “. Si perchè speriamo davvero di vederlo di nuovo in azione a Firenze, al prossimo Oktagon Bellator. Certamente il ragazzo se lo merita. Se lo merita perchè la sua favola non può finire, perchè forse è destinato a qualcosa di grande e toglierli la possibilità di provarci, non è che un crimine.

Mi piace la favola di Kleber Raimundo Silva, Nickname “Orgulho”. Mi piace perchè esprime a pieno il DNA del Fight Club di Firenze che nasce e sopravvive grazie a chi crede in racconti come questo, quando in mezzo a mille difficoltà si trova la forza di rialzarsi ancora una volta e continuare. Così su un ring, così in una gabbia, così nella vita. Perchè anche contro tutto e tutti, niente è impossibile se lo si vuole davvero. Ma questa forse è un’altra storia..

Andrea Vannini

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